giovedì 2 giugno 2011

And the riot be the rhyme of the unheard

La Torre di Ischia Ruja (Tresnuraghes), foto tratta da http://www.viaggioinsardegna.it

Secoli fa, si costruivano torri sulle coste per difendere il proprio territorio dagli invasori e dai corsari. Erano nemici sicuramente violenti, dai quali i governanti (altrettanto violenti) dovevano giustamente difendersi. Le torri erano in pietra, solitamente pietra del posto; non emettevano onde elettromagnetiche, non disturbavano pesci e uccelli, si adattavano al paesaggio e se poi dopo decenni crollavano, diventavano semplicemente delle rovine.

Oggi non ci sono più invasori, corsari e briganti: ci sono migranti, persone come noi, che vengono in pace. I governanti invece sono rimasti violenti come prima: e tutti insieme hanno deciso di inventarsi che l'Europa deve diventare una fortezza. Fortress Europe la chiamano, e la difendono con gigantesche navi che girano il mare alla ricerca delle "barchette" dei moderni barbari. Ma non solo: hanno deciso di costruire delle torri nuove, che non sono in pietra, che disturbano gli animali, che non si adattano a nessun paesaggio e che se cadono, diventano ferraglia da eliminare.
Questa Fortress Europe non l'abbiamo decisa noi: ci sono dei tizi nominati da altri soggetti che sono delegati da altri che noi abbiamo dovuto votare in mancanza d'altro. Non ci hanno mai chiesto se abbiamo paura dei pirati, né se volevamo comprare le navi e tantomeno se per difenderci siamo disposti a rinunciare alla nostra terra per uno stupido radar.

Provate ad andare ad Ischia Ruja e ditemi se è un posto di cui ci possiamo privare. Non solo noi sardi, ma tutta l'umanità. Il presidio c'è, è fatto da attivisti e da gente comune che ha deciso di alzare la testa. Bisogna sostenerlo con tutte le nostre possibilità. Come diceva qualcuno, siate capaci di sentire nel più profondo qualunque ingiustizia, commessa contro chiunque, in qualunque parte del mondo.


Antifortressly yours
da&a